Una simpatica signora di 98 anni completamente autonoma, ripeto autonoma, con capacità cognitive più che sufficienti, per mera sfortuna (si è pestata un piede con l’altro nel camminare) subisce cadendo la frattura scomposta del femore. Trasportata in ospedale viene tranquillamente operata con successo. I medici dell’ospedale avvisano la figlia che la vecchietta deve essere trasferita in una struttura convenzionata per la riabilitazione, E QUI VIENE IL BELLO (chiamiamolo così), quest’ultima avverte i famigliari che non vengono accettati pazienti di quella età (!!!!!). allora viene richiesto dai familiari se fosse possibile trasferirla in un ospedale vicino specializzato nella riabilitazione distante appena 9 km. Ma anche qui viene risposto alla figlia che non accettano pazienti di quella età (!!!!). Finale della storia, la povera vecchietta si trova ora in una clinica a 40 chilometri da casa della figlia, con tutti i disagi che ne derivano dal punto di vista logistico a lei e di accudimento alla mamma. Non è successo nel terzo mondo ma nella “civile” Italia, dove l’art. 3 della Costituzione recita “Tutti i cittadini hanno pari dignita` sociale….”, mentre l’art. 32 dice “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita`, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Ora pro nobis.
mercoledì 24 aprile 2019
Malasanità 5. Ricovero di anziani
Una simpatica signora di 98 anni completamente autonoma, ripeto autonoma, con capacità cognitive più che sufficienti, per mera sfortuna (si è pestata un piede con l’altro nel camminare) subisce cadendo la frattura scomposta del femore. Trasportata in ospedale viene tranquillamente operata con successo. I medici dell’ospedale avvisano la figlia che la vecchietta deve essere trasferita in una struttura convenzionata per la riabilitazione, E QUI VIENE IL BELLO (chiamiamolo così), quest’ultima avverte i famigliari che non vengono accettati pazienti di quella età (!!!!!). allora viene richiesto dai familiari se fosse possibile trasferirla in un ospedale vicino specializzato nella riabilitazione distante appena 9 km. Ma anche qui viene risposto alla figlia che non accettano pazienti di quella età (!!!!). Finale della storia, la povera vecchietta si trova ora in una clinica a 40 chilometri da casa della figlia, con tutti i disagi che ne derivano dal punto di vista logistico a lei e di accudimento alla mamma. Non è successo nel terzo mondo ma nella “civile” Italia, dove l’art. 3 della Costituzione recita “Tutti i cittadini hanno pari dignita` sociale….”, mentre l’art. 32 dice “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettivita`, e garantisce cure gratuite agli indigenti.” Ora pro nobis.
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento